Clerico Portofranco

Il Portofranco con la dir.art. de ilpiccio.net (www.ilpiccio.net) presentano Giuliano Clerico, cantautore abruzzese che per la prima volta si esibira’ nel celebre locale ascolano dove presentera’ i suoi migliori brani rigorosamente in acustico.

Ingresso Libero
Inizio concerto 22:30
Per info 3386818677

Corso Trento e Trieste 8/a

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IL COSTRUTTORE DI MECCANICHE SOGNANTI tour

GIULIANO CLERICO cantautore indipendente, incomincia ad avere i primi approcci con la musica iniziando a suonare la chitarra dall’età di sedici anni. Suona in varie formazioni pop-rock sviluppando la propria tecnica chitarristica e l’esperienza; un connubio che lo rende sempre molto curioso orientandolo verso la ricerca di un sound personale. Parallelamente ai progetti live, Giuliano Clerico inizia a incidere le sue prime canzoni. Nel 2006 realizza il suo primo EP autoprodotto intitolato “Percorsi Paralleli”. Le sue canzoni colpiscono i due acchiappatalenti Pergolani e Marengo e vengono mandate in onda più volte all’interno del programma DEMORAI di Radio1. A distanza di tre anni, nel 2009, Giuliano Clerico incide il suo album autoprodotto “Il costruttore di meccaniche sognanti”. I testi dei suoi brani si ispirano a stralci di vita quotidiana; pensieri ed esperienze si uniscono dando origine alla sua personale poetica. Nel suo ultimo lavoro originale si miscelano atmosfere musicali che vanno dal pop al rock, dal country al folk & stars’n’bars. La grande capacità del cantautore di interpretare molto bene generi musicali diversi e la sua semplicità stilistica nello scrivere testi profondi, fanno si di Giuliano Clerico un artista completo. Nel suo crescente percorso musicale, Giuliano clerico, con la sua band fatta di ottimi musicisti, si esibisce in vari live club d’Italia, apre concerti a nomi importanti della scena musicale nazionale, viene mandato in onda in svariate radio e attira l’attenzione di magazine e fanzine musicali.

Finalista dell’importante ROCK CONTEST 2010 di Controradio nel quale ha raccolto grandi consensi sul palco dell’auditorium Flog di Firenze.

Giuliano Clerico – voce e chitarre

DICONO DI ME:

“Se state lanciando segnali nello spazio per trovare ancora una risposta al fatto che manchino cantautori di livello nella nostra musica, allora non saranno tante le repliche dall’universo musicale ma direttamente dal mondo degli emergenti vi arriverà la lieta notizia. Giuliano Clerico è il nome che di questi tempi più ci convince e il brano iniziale Banditi di questo disco dal titolo interessante ci catapulta direttamente nel country-blues. E’ davvero molto facile farsi abbracciare dalle chitarre calde e da un pianoforte scelto in pieno stile blues da saloon mentre le stimolazioni ritmiche arrivano direttamente da La schiavitù del corpo ben sostenuta e dalle parole che fanno davvero pensare.”
-Beatbopalula-

“Non puoi fare a meno di schioccare le dita e farti trascinare dal motivetto niente male di “Banditi”, la traccia che apre “Costruttore di meccaniche sognanti”, di Giuliano Clerico. Pesante è il richiamo alle atmosfere anni 70, ai primi De Gregori, Dalla, ai film più trash della tradizione cinematografica italiana, tanto che Banditi può far parte della colonna sonora de “Il trucido e lo sbirro” dove nasce Er Monnezza. “La schiavitù del corpo” riassume tutto l’album, l’ironia, la semplicità stilistica, il sarcasmo, l’assolo di organo che mi rievoca i Doors di “Riders on the Storm”. Il “Duello” è invece lo spaghetti western dell’album, con Jhonny Cash sulla sedia a dondolo.”
-Rockit-

“Country e folk a stellestrisce contaminati col cantautorato nostrano in una miscela che spesso parte per la tangente e non si nega niente quanto a cifra beffarda per condire una visione fondamentalmente rassegnata se non cinica della vita, della morte (degli agnellini), della guerra tra i sessi. Però ogni tanto affiora il trasalimento, e allora sono momenti belli. I testi strappano sorrisi e commozioni, le musiche ti sembra d’afferrarle ma t’afferrano loro, la chitarra di Giuliano lascia volentieri gli accordi a fondo manico per avventurarsi in riff e fraseggi sfreccianti, sostenuta dalla passionaccia reggae di Claudio Bollini e dal basseggiare a 5 corde di Luca Marinacci.”
-Babysnakes-

““Il costruttore di meccaniche sognanti”, it means “The dream machines’ maker”, and he’s not Silvio Berlusconi! Giuliano comes from Pescara and is linked to Italian brilliant songwriting by a strong cordon: recently part of important Rock Contest final act in Florence, Giuliano and his band are strongly Italian Banditi even in generous gigs. Album’s titletrack reminds Lucio Dalla, Sergio Caputo, Rino Gaetano and early Luca Barbarossa: great, great tune.”
-Italian Embassy-

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